Cresce il numero di Paesi che hanno o prevedono tasse sulle auto elettriche e ibride plug-in, per compensare le minori entrate dovute al minor gettito delle accise sui carburanti. Sono Paesi lontani, come la Nuova Zelanda, ma anche molto vicini, come la Svizzera o il Regno Unito.
Non è, per ora, un problema che riguarda l’Italia. Infatti, in Italia di auto elettriche ne abbiamo pochine e continuano a godere di numerosi vantaggi, dall’esenzione del bollo, al parcheggio gratuito sulle strisce blu in molte città, all’ingresso nei centri storici etc.
Una tassazione favorevole, però, è possibile proprio perché le auto elettriche sono poche. Quando le auto elettriche diventano un numero consistente sorge il problema delle minori entrate fiscali.
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In Norvegia, ad esempio, caso unico al mondo dove oltre il 95% delle auto vendute nel 2025 è completamente elettrico ha ripristinato tutte le tasse sugli EV.
“ACCISE” SULL’AUTO ELETTRICA
Tra i vantaggi fiscali dell’elettrico a ogni latitudine, c’è quello di non pagare le accise sui carburanti fossili.
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Cosa che diventa un problema man mano che la quota di elettriche sale, e gli Stati devono trovare un modo per compensare la riduzione delle entrate.
Ma come fare, dato che l’energia elettrica – che si usi per autotrazione o scopi domestici – è la stessa?
Bisogna intervenire con un altro tipo di tassazione. Islanda e Nuova Zelanda sono stati i primi Paesi al mondo ad adottare tasse sulle percorrenze in elettrico. Ma non sono gli unici. Molti Paesi si stanno attrezzando.
Islanda: un’imposta basata su peso e chilometraggio
Il primo gennaio 2024, l’Islanda ha introdotto un sistema di tassazione per i veicoli elettrici (EV), ibridi plug-in (PHEV) e veicoli a idrogeno. Il sistema di accise viene sostituito con un’imposta d’uso basata sui chilometri.
Le imposte cambiano in base al peso del veicolo, questo perché le tasse sono usate per il mantenimento del servizio stradale, e i mezzi più grandi e pesanti (compresi, quindi, quelli elettrici) usurano maggiormente il fondo stradale rispetto a una piccola utilitaria.
Dal 2026 il sistema è stato uniformato per includere tutti i veicoli, compresi quelli a benzina e diesel. La tariffa base per le auto passeggeri e i SUV fino a 3,5 tonnellate è stata aggiornata a 6,95 corone islandesi (poco meno di 5 centesimi di euro) per chilometro.
I proprietari devono registrare periodicamente la lettura del contachilometri tramite un portale dedicato. Per il noleggio auto viene solitamente applicata una tariffa flat giornaliera di circa circa 1.550 corone islandesi al giorno (10 euro).
Nuova Zelanda: una tassa sull’uso della strada
In Nuova Zelanda dal 2024 i proprietari di veicoli elettrici leggeri e ibridi plug-in devono pagare il Road User Charge (RUC).
La tariffa è di circa 76 dollari neozelandesi ogni 1.000 km per le elettriche pure e di 38 dollari neozelandesi ogni 1.000 km per le plug-in, poiché questi ultimi contribuiscono già in parte al National Land Transport Fund (che raccoglie i fondi per la manutenzione stradale) pagando le accise le accise sulla benzina che acquistano.

La particolarità è che anche i veicoli diesel pagano il RUC, ed esattamente alla stessa cifra delle elettriche! Questo perché, a differenza della benzina, il prezzo del diesel alla pompa in Nuova Zelanda non include le tasse per il mantenimento delle strade.
Per semplificare il sistema, il governo neozelandese sta valutando di eliminare anche le accise sulla benzina, in modo che ogni tipo di veicolo adotti questo sistema di tassazione basato sui chilometri percorsi.
Australia: verso una tassa federale
In Australia introdurre una tassa sulle auto elettriche in base al loro chilometraggio è considerata una priorità per il governo federale. È dichiaratamente un tentativo di recuperare le tasse perse in seguito alle minori entrate di accise carburante, a causa della crescente adozione di veicoli elettrificati.

Alcuni Stati federati come Victoria, Nuovo Galles del Sud e Western Australia tentarono già diversi anni fa di introdurre la propria tassa stradale per i veicoli elettrici, ma il provvedimento è stato ritenuto incostituzionale e quindi eliminato.
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Il governo federale sta pianificando un Road User Charge simile a quello della Nuova Zelanda.
Stati Uniti: una situazione frammentata
Negli Stati Uniti non esiste una tassa federale sul chilometraggio, ma è lecito per ogni Stato porre le sue tasse. I sistemi sono diversi:
- Tasse basate sulle miglia percorse, come accade in Oregon, Utah, Virginia
- Tasse annuali: al rinnovo della targa alcuni Stati applicano una tassa fissa supplementare. Ad esempio in Texas dal 2023 i proprietari di EV pagano 200 dollari extra all’anno
- Tasse sulle colonnine di ricarica: alcuni Stati, come il Kentucky e l’Oklahoma, hanno introdotto una tassa specifica sulla ricarica pubblica, circa 3 centesimi per kWh
Svizzera: pagare ogni cento chilometri
In Svizzera si sono accorti che ogni automobilista versa ogni anno allo Stato circa 600 franchi facendo semplicemente benzina alla propria auto. Una cifra che chi possiede un’auto elettrica non spende, e che se moltiplicata per milioni di cittadini comporta una perdita ingente.
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Da qui la proposta di una nuova tassazione sulle auto elettriche di 5,4 franchi ogni 100 km (5,78 euro). Per le plug-in è prevista un’imposta dimezzata. Ancora non c’è una data prevista per l’applicazione della nuova norma.

Da ricordare che in Svizzera fino al 2023 le auto elettriche erano esenti dall’imposta sugli autoveicoli, mentre dal 2024 sono soggette all’imposta del 4% sul valore d’importazione. Una misura adottata dal Consiglio Federale per ridurre le perdite fiscali (circa 78 milioni di franchi nel 2022) e finanziare il Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA).
UK: 3 penny ogni miglio
Il Regno Unito prevede di introdurre una tassa “pay-per-mile” denominata EVED (Electric Vehicle Excise Duty) a partire da aprile 2028.
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La tassa, basata sulla percorrenza, si applica ai veicoli elettrici e ibridi plug-in. Le tariffe previste sono di 3 penny per miglio (circa 3,5 centesimi di euro per km) per le elettriche pure, i valori sono dimezzati per le ibride ricaricabili.
I conducenti stimeranno il loro chilometraggio e pagheranno la tassa in anticipo, con una verifica e un conguaglio annuale.
Giappone: una tassa sul peso
In Giappone – terra di kei-car e piccole utilitarie – è prevista una tassa basata sul peso dell’auto elettrica, che entrerà in vigore dal 2028.
Lo scopo è compensare la perdita di entrate dovuta al mancato pagamento delle accise sui carburanti e finanziare la manutenzione stradale, compensando la maggiore usura dell’asfalto che comporta il peso delle auto elettriche più grandi.
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