Dietro ogni acronimo, c’è un significato importante e strategico. Abbiamo già parlato del TCO dell’auto, ovvero il costo totale di utilizzo della vettura stessa, oggi invece ci concentriamo sul TCM (Total Cost of Mobility), un concetto ancora più universale, entrato nel vocabolario comune del Fleet Manager.
COS’É IL TCM?
Partiamo dalla definizione: il Total Cost of Mobility è il calcolo dei costi della mobilità dei dipendenti dell’azienda.
Il costo totale della mobilità, quindi, include:
- auto aziendale assegnata (il cui costo, come abbiamo visto, va oltre quello “di listino”)
- mezzi di trasporto pubblico (bus, metro, taxi, treni e aerei)
- altre soluzioni di trasporto (micromobilità, car sharing etc) che si stanno diffondendo nelle imprese

Il TCM, quindi, tiene conto di tutti i costi relativi alla movimentazione dei dipendenti, che siano gli spostamenti casa-lavoro o i viaggi aziendali.
Si tratta di un dato che interessa Fleet, Mobility e Travel Manager per comprendere quanto si spende, in generale, per la mobilità aziendale e individuare le aree di miglioramento. Un lavoro non semplice, data la mole di dati e l’incrocio di più competenze e figure professionali.
LA DIFFERENZA TRA TCO E TCM
Per TCO si intende il costo totale di utilizzo di una vettura, per TCM, invece, il costo totale della mobilità integrata dei dipendenti.
Quindi, il TCO è calcolato per auto, mentre il TCM viene calcolato per dipendente.
Questo sposta l’attenzione dal mezzo all’utente di mobilità, prendendo in esame tutti i modi in cui le persone si spostano da un punto a un altro, che sia l’auto (ad uso promiscuo, privata, in sharing aziendale o pubblico, in pooling) un taxi, un treno, un bus, una metropolitana o un mezzo di micromobilità.
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Per questo si utilizza anche lo strumento del budget di mobilità, che non sostituisce la car policy, ma propone un’alternativa (in sostituzione o aggiunta) all’auto aziendale.
PERCHÉ CALCOLARE IL TCM
Calcolare il TCM è particolarmente complesso, perché sono tanti i fattori da tenere conto. Perché tentare l’impresa, quindi?
La risposta breve è: per risparmiare e guadagnare in efficienza.
Il TCM è un parametro che consente all’azienda una maggiore conoscenza delle spese di mobilità totali.
Inoltre, il TCM si adatta bene allo spirito dei tempi: ai progetti di condivisione delle auto, alla diffusione della micromobilità, all’attenzione alla sostenibilità e alle emissioni, alla necessità di essere flessibili.
COME SI CALCOLA IL TOTAL COST OF MOBILITY
Per calcolare il TCM occorre prendere in considerazione, innanzitutto, tutti i parametri del TCO delle auto:
- Esborso monetario all’acquisto dell’auto – anticipo del finanziamento o del noleggio -;
- Valore residuo previsionale sulla svalutazione dell’auto
- Rata di noleggio o del finanziamento, con il tasso di interesse di quest’ultimo;
- km percorsi/anno;
- Rifornimento (combustibile o energia)
- Costi operativi: costi assicurazione, carburante, manutenzione e riparazione, parcheggi, pedaggi e tasse varie.
Gli ultimi parametri (distanze percorse, ricarica dei mezzi o rifornimento, costi operativi ed eventuale noleggio o acquisto di mezzi, come scooter, monopattini e e-bike) vanno ovviamente calcolati anche per le formule di mobilità che vanno oltre le auto assegnate e precedentemente elencate, dal corporate car sharing, alla micromobilità, fino ai mezzi pubblici.
Calcolare il TCM inglobando tutte le soluzioni di mobilità integrata possibili, però, non è facile. Per questo nelle aziende si stanno diffondendo e si diffonderanno sempre più le cosiddette piattaforme Maas, Mobility as a Service, ovvero soluzioni tecnologiche on-line che consentono ai Fleet e Mobility Manager di individuare, gestire e analizzare in maniera puntuale gli spostamenti dei propri dipendenti.
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