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7 giorni con Toyota C-HR: convince anche in versione plug-in?

Un’intera settimana a bordo del suv regina delle ibride, oggi ancora più ibrida: il racconto di 7 giorni con la Toyota C-HR Plug-In Hybrid.

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Giovedì: potenza addomesticata

La potenza non manca e si sente, ma si tratta di un rombo addomesticato: la sensazione alla guida è prima di tutto quella di sicurezza, stabilità e comfort. Si percepisce la risposta ottimizzata dell’acceleratore, più diretta e lineare rispetto alla generazione precedente, ma è aumentato anche il controllo sul pedale. La C-HR si è fatta più grande ma più maneggevole, con gli aggiornamenti della piattaforma TNGA volti a una maggiore rigidità torsionale.

Nuova è anche la tecnologia ZF frequency sensitive control, anche questa a sostegno della maneggevolezza. Il sistema idromeccanico, alle basse frequenze, aumenta lo smorzamento delle oscillazioni offrendo un maggior controllo della scocca e in curva. Ad alte frequenze, la tecnologia FSC riduce lo smorzamento e aumenta il comfort di marcia. Aumentato il coefficiente di resistenza aerodinamico (oggi a 0,318) e il comfort acustico.

Abbiamo parlato di:
Toyota
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