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7 giorni con Toyota C-HR: convince anche in versione plug-in?

Un’intera settimana a bordo del suv regina delle ibride, oggi ancora più ibrida: il racconto di 7 giorni con la Toyota C-HR Plug-In Hybrid.

IN QUESTO ARTICOLO

Venerdì: a colpo sicuro

La nuova Toyota C-HR è docile, ma la sicurezza non è mai troppa e, giunti al nostro quinto giorno assieme, ne ho messo attentamente alla prova tutti gli Adas. In tutte le sue versioni, la C-HR si equipaggia del pacchetto Toyota T-Mate, che include la gamma di funzioni di sicurezza attiva e di assistenza alla guida Toyota Safety Sense di terza generazione. Si fanno sentire in particolar modo il Pre-Collision System e il Proactive Driving Assist, che monitorano la strada per riscontrare eventuali pericoli e avvisare il guidatore o, nei casi di maggior rischio, limitare automaticamente l’acceleratore e intervenire sulla frenata.

Adas particolarmente utili nelle prossimità di incroci o strade ad alto attraversamento di pedoni e ciclisti. Mentre è comodissimo in autostrada il Turn Signal Linked Control, che aiuta a immettersi nel traffico alla velocità adeguata. La guida nelle strade ad alto scorrimento è ulteriormente semplificata dal Cruise Control Adattivo Full Range, unito all’Overtake Prevention Support (che impedisce i sorpassi involontari sul lato sbagliato) e all’immancabile Lane Trace Assist. Infine, comoda e intuitiva la regolazione one-touch del limitatore di velocità, che risponde alle indicazioni indicate dalla segnaletica stradale.

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Toyota
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