Come anticipato da Reuters, la Commissione europea anticiperà alla fine del 2025 la clausola di revisione prevista per il 2026 all’interno del Fit for 55.
Si tratta di rivedere l’obiettivo finale delle zero emissioni di CO2 per auto e furgoni entro il 2035, in risposta agli appelli di parte del mondo automotive (e non solo) secondo cui un passaggio totale ai veicoli elettrici non è più fattibile.
IN ATTESA DI RISPOSTE CHIARE
Finora gli incontri a Bruxelles sono stati piuttosto interlocutori: si invoca la flessibilità, l’ascolto, si riconoscono agevolazioni per piccole auto elettriche, si discute sulle flotte aziendali (anche qui nulla di certo), ma non si risponde ancora alla domanda fondamentale: la riduzione del 100% delle emissioni di auto entro il 2035 rimane un obiettivo valido?
E, se lo è, va interpretata davvero come la fine del motore a combustione interna?
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I PARERI NON SONO UNANIMI
Mario Draghi, per citare una voce autorevole e super partes, sostiene che la scadenza del 2035 per le emissioni zero allo scarico sia basata su presupposti non più validi.
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“Era stata concepita per innescare un circolo virtuoso. Obiettivi chiari avrebbero spinto gli investimenti nelle infrastrutture di ricarica, fatto crescere il mercato interno, stimolato l’innovazione e reso i modelli elettrici più economici. Si prevedeva che batterie, microchip si sviluppassero parallelamente. Ma ciò non è avvenuto”.

L’elettrico non decolla: l’Eurostat calcola sul territorio europeo 5,87 milioni di EV (su un parco di circa 256 milioni di autovetture) e, in percentuale, le full electric hanno perso un punto percentuale sul 2023, fermandosi nel 2024 a una quota del 13,6%.
Nella lettera inviata nell’agosto 2025 alla presidente von der Leyen, Acea (European Automobile Manufacturers’ Association) e Clepa (European Association of Automotive Suppliers chiedono una revisione degli obiettivi sulle emissioni.
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“Meeting the rigid car and van CO2 targets for 2030 and 2035 is, in today’s world, simply no longer feasible”. I target di emissioni del 2030 e del 2035, semplicemente, non sono più realizzabili.
I COSTRUTTORI E LA POLITICA
Tuttavia, come ricorda la stessa lettera, i Costruttori hanno investito oltre 250 miliardi di euro e lanciato centinaia di modelli elettrici e vogliono fare sì che la transizione funzioni.
Non tutte le Case auto vogliono una revisione degli obiettivi: Volvo supporta – insieme a 50 grandi compagnie – la necessità di restare fermi sulla linea già fissata verso il 2035, per l’Ad Audi, Gernot Döllner sono “controproducenti le richieste di allentare il divieto sulle emissioni zero” e il continuo tira e molla su quale volto dare alla mobilità del futuro genera “insoddisfazione nei clienti”. Il CEO di Kia in Europa – Marc Hedrich – ha affermato che un rinvio della data limite del 2035 sarebbe “disastroso per l’azienda”.
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La stessa Acea, nelle parole del presidente Kallenius ha ammesso di non avere ancora “appianato tutte le divergenze”.
Dal punto di vista politico, il Ppe (di cui von der Leyen è capolista) dopo averlo votato, chiede una revisione del Green Deal. L’Italia è fra i Paesi europei più attivi nel chiedere una revisione dei target 2035, e intanto nel 2025 è stata ottenuta una proroga alle multe per lo sforamento delle emissioni.
Azzerare le emissioni significa solo elettrico?
Difficile ipotizzare che la presidente von der Leyen possa dire: “Ci siamo sbagliati” e fare retromarcia sul target 2035.
Una possibilità, però, è puntare alle emissioni zero ammettendo altre tecnologie che non sono l’elettrico: ad esempio l’idrogeno, o con concessioni anche dopo il 2035 alle auto ibride plug-in e range extender, con carburanti CO2 neutri. Questo riaprirebbe la strada ai cosiddetti “carburanti ecologici“.
Ultima ma non ultima una considerazione banale: cosa fare se i consumatori non vorranno le auto elettriche? Siamo sicuri che sia sufficiente aumentare l’offerta e i punti di ricarica e abbassare i costi affinché tutti usino elettrico? Si potrà smettere totalmente di vendere auto con altre motorizzazioni, se i consumatori continueranno a preferirle?
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