“Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione“. La citazione da un celebre film di Monicelli calza a pennello per raccontarvi la prima auto elettrica della storia, che risale a oltre un secolo fa.
Per una volta, quindi, non si parlerà di Elon Musk e della sua Tesla anche se l’inventore protagonista di questa storia è stato il competitor diretto di Tesla che, però, di nome faceva Nikola.
Intuizione geniale dicevamo, visto che Thomas Edison iniziò il suo progetto da un foglio bianco, disegnando quella che potremmo definire come una carrozza a quattro ruote che poteva muoversi senza l’ausilio di cavalli.
Nel 1884, nel suo laboratorio in New Jersey, si stava per scrivere una importante pagina della storia dell’elettricità e dell’automobilismo.
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Auto a combustione vs auto elettrica
Iniziamo per gradi perché proprio come nei giorni nostri, a fine dell’800, c’erano poche certezze su quale potesse essere il carburante del futuro.
Siamo in un periodo di totale sperimentazione dove i nuovi motori a combustione, regolarmente in commercio ma ancora in fase di test su larga scala, andavano a scontrarsi con i motori che cercavano di convertire l’energia del carbone in corrente elettrica.
Un sistema che possiamo avvicinare all’attuale funzionamento delle fuel cell per l’idrogeno.
In questa lotta tra la scelta di auto a combustione o auto elettrica la data decisiva è quella del 1908 quando uscì la rivoluzionaria Ford Model T. L’auto di Henry Ford vera e propria game changer mondiale per la scelta dell’alimentazione e motore a combustione interna.
Tuttavia l’auto elettrica era ancora nei pensieri di piccoli e grandi inventori che sviluppavano in laboratori privati l’applicazione dell’elettricità alla mobilità.

Thomas Edison, pioniere della mobilità elettrica
L’inventore Thomas Edison, nato in Ohio nel 1847, si creò una fama di livello internazionale in circa 20 anni di attività. La sua vita è stata dedicata alla gestione dell’elettricità, con l’invenzione della lampadina a incandescenza che rivoluzionò il mondo.
L’intuizione geniale di Edison, che possiamo definire come progenitrice della tecnologia fuel cell a idrogeno, era quella di sfruttare l’ossidazione catalitica del carbonio per generare energia pulita. Questo metodo avrebbe permesso di ottenere elettricità abbattendo le emissioni di zolfo nell’atmosfera.
Ovviamente a fine ‘800 nessuna azienda, nazione o inventore era interessato all’abbattimento delle emissioni di CO2. Un caso curioso visto che oggi, ben 138 anni più tardi, rappresenta uno degli obiettivi mondiali per eccellenza.
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I primi passi verso l’auto elettrica
Come ogni esperimento che si rispetti, il primo tentativo di Thomas Edison del 1884 fu un fallimento. Mancava un accumulatore di energia, una specie di moderna batteria, e il tentativo di convertire energia generata dall’ossidazione del carbonio in energia elettrica capace di muovere l’auto creò, invece, una esplosione che mise fuori gioco il laboratorio.
Con l’esperienza maturata di non convertire direttamente energia in moto, nel 1887 l’inventore statunitense ci riprovò inventando l’antenato del moderno alternatore ma a funzionamento inverso. Il suo nome era “Generatore Piromagnetico” e fu subito coperto da brevetto ma questo non fu sufficiente alla nascita della prima auto elettrica della storia.

Il problema costo batteria
Infatti, una delle più grandi sfide era quella di realizzare una batteria capace sia di immagazzinare una buona quantità d’energia per muovere l’auto sia di garantire un’autonomia accettabile. Il tutto volendo mantenere costi di produzione inferiori a quelli di un’auto termica.
L’unica batteria brevettata in commercio era quella al piombo che, però, aveva dimensioni e peso davvero importanti per la causa. Così Edison inventò la batteria Nichel-Alcalina che portava molte migliorie: era molto più compatta, leggera, affidabile e meno pericolosa.
L’unico problema era derivato dal costo di realizzazione, decisamente più elevato rispetto alla batteria al piombo.
Infatti nessuna Casa costruttrice era disposta ad alzare il listino prezzi per convertire le proprie auto da termiche a elettriche. In più i clienti preferivano spendere meno per l’acquisto di un’auto con motore a scoppio rispetto ad avere costi futuri inferiori per la minor manutenzione.
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Arriva l’auto elettrica di Edison
Sono state molte le difficoltà incontrate lungo il cammino che portarono alla realizzazione della prima auto elettrica della storia ma Edison, con l’aiuto del suo socio Bob Burrel, riuscì a creare un prototipo marciante.
L’auto elettrica di Thomas Edison percorse circa 170 km di distanza a 40 km/h di velocità. Era simile a una carrozza con quattro ruote ed era equipaggiata con una batteria alcalina al nichel di cui, purtroppo, non si conosce la capacità.
Sembra incredibile come, nonostante il passare del tempo, i problemi sull’auto elettrica che Edison dovette affrontare sono molto simili a quelli che ancora oggi attanagliano ingegneri e Case auto. Il costo e l’efficienza delle batterie legato al continuo sviluppo tecnologico, di produzione e dei materiali sono sempre in primo piano.
Se possiamo discutere di questo, molto lo dobbiamo a Thomas Edison, un grande inventore e precursore dell’auto elettrica.
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