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Elettriche con ricarica da 10 minuti e tanto idrogeno: la strategia di Toyota

Elettriche con ricarica da 10 minuti e tanto idrogeno: la strategia di Toyota
Toyota introdurrà 6 nuovi veicoli elettrici entro il 2026, e dal 2028 anche le batterie allo stato solido. Parallelamente, si fa più intenso il lavoro sull'idrogeno, cavallo di battaglia nel motorsport, ma anche nei veicoli industriali. Tutto quello che abbiamo visto al Kenshiki Forum 2023

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Anche quest’anno sono stato al Toyota Kenshiki Forum, l’evento che la filiale europea del colosso giapponese organizza a Bruxelles per presentare novità, concept, visioni nel breve e nel medio periodo.


Un evento che conferma la strategia Beyond Zero che ormai abbiamo imparato a conoscere, ampliandola, con protagonisti elettrico e idrogeno estesi alle auto, ai veicoli commerciali, ma anche al motorsport, dove Toyota guarda anche ad elettriche emozionanti con simulazione del cambio manuale.

Strategia a più soluzioni per adattarsi alle diverse esigenze dei diversi paesi europei: elettrico per la Norvegia e il resto della Scandinavia, ibrido e soluzioni intermedie per l’Europa meridionale, con l’obiettivo comune di raggiungere la neutralità carbonica nel Vecchio Continente entro il 2040.

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SI INIZIA DA 6 ELETTRICHE ENTRO IL 2026

Di Toyota si è sentito di tutto, ma il suo impegno è piuttosto palese: sei nuove elettriche da introdurre sul mercato entro il 2026, più di una ogni anno. La prima è già arrivata, ed è la bZ4X che ormai conosciamo bene, e che fa parte di un trio che ha dato vita anche a Lexus RZ e a Subaru Solterra.

Toyota bZ Compact Suv Concept

Un secondo veicolo l’abbiamo conosciuto al Kenshiki Forum dello scorso anno: è il Toyota bZ Compact, SUV compatto elettrico con il nuovo design visto anche sulla Toyota C-HR e sulla Toyota Prius, sicuramente più ricercato e rifinito rispetto a quanto siamo stati abituati finora. Il suo arrivo, però, è previsto non prima del 2025.

Simile, ma più grande, il bellissimo Toyota Sport Crossover Concept, soluzione elegante e raffinata che porterà il costruttore nipponico a proporre un’alternativa alla Tesla Model Y e alla Polestar 4.

Non ci sono ovviamente dettagli sul prezzo né molto altro, a parte il design filante, ma sicuramente sarà uno dei modelli elettrici che si posizionerà più in alto.

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IL 2024 CON TOYOTA URBAN SUV CONCEPT

Più vicino, invece, il debutto del Toyota Urban SUV Concept, proposta elettrica del segmento B che sarà presentato nella sua versione di serie già entro la prima metà del 2024. 

Questo lascia pensare che, come accaduto su C-HR, l’estetica sarà fondamentalmente identica a quella che abbiamo visto a Bruxelles, semplicemente adattata per la produzione di massa. Difficile, quindi, vedere gli specchietti retrovisori digitali che caratterizzano il prototipo, almeno nelle versioni d’ingresso.

Lungo 4,3 metri, largo 1,8 e alto 1,6, sarà la risposta di Toyota in primis alla Jeep Avenger, auto dell’anno 2023, ma anche alla Volvo EX30, tra le favorite ad essere Car Of The Year 2024 proprio per il prezzo competitivo, l’autonomia, le caratteristiche premium. Non sappiamo nulla a livelo tecnico dell’Urban SUV Concept, ma potrebbe avere autonomia superiore ai 400 km e non meno di 150 CV di potenza.

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FINO ALLE BATTERIE ALLO STATO SOLIDO

Insieme ai due prototipi ce n’era un altro, che per la prima volta si è fatto vedere in Europa ma che ha già debuttato lo scorso mese al Salone di Tokyo: parliamo del Toyota FT-3e, un crossover coupé dalla linea futuristica e squadrata, molto diverso dagli altri due. E non solo per il design.

Toyota FT-3e infatti anticipa una nuova piattaforma dedicata ai veicoli elettrici (che avrò il suo massimo su Lexus, come vedremo), e anche una nuova generazione di batterie che promette tempi di ricarica 10-80% in appena 10 minuti. La nuova piattaforma è pensata per ridurre il peso il più possibile, e al contempo ottimizzare l’aerodinamica per una maggiore efficienza e autonomia.

Per questo, ha un design esterno che combina raffinatezza stilistica, molto futuristica e con fari a quadrato che rimandano agli anni Ottanta, con superfici rese molto semplici. Ci sono anche display nella parte inferiore della fiancata, che proiettano informazioni al conducente che si avvicina al veicolo, come lo stato della batteria, la qualità dell’aria e la temperatura interna.

La citata nuova generazione di batteria, la prima delle due, è l’altra grande caratteristica di questo prototipo, ad alte prestazioni e con struttura convenzionale, ma con un raddoppio dell’autonomia di guida e riduzione del 20% dei costi rispetto alla bZ4X. L’altra serie, sempre di buona qualità ma a costo inferiore, contribuirà alla diffusione dei veicoli elettrici, con una nuova forma, struttura bipolare e con tecnologia Litio Ferro Fosfato (LFP) come materiale principale, sempre per aumentare l’autonomia del 20% e ridurre i costi del 40% rispetto a bZ4X.

Una terza batterai utilizzerà tecnologie bipolari e un catodo ad alto contenuto di nichel, e anche in questo caso si attendono riduzione dei costi ed estensione della batteria.

Ma la vera sfida sono le batterie allo stato solido, sulle quali Toyota è già al lavoro e ha intenzione di commercializzarle tra il 2027 e il 2028 con una capacità produttiva di decine di migliaia di veicoli.

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LEXUS LF-ZC E LA NUOVA VISIONE DI AMMIRAGLIA

Sulla stessa nuova piattaforma è costruita anche la Lexus LF-ZC, prototipo di una nuova ammiraglia elettrica (attesa di serie nel 2026) e visione massima dell’evoluzione dell’auto, e del design sia esterno che interno. Esternamente riprende quanto visto sulla roadster elettrica vista lo scorso anno, ma anticipa cosa saranno le auto di lusso nel medio periodo. Il nome significa Lexus Future Zero-emission Catalyst.

Insieme alla concept LF-ZL, non presente al Kenshiki, combina funzionalità con bellezza, seguendo un nuovo design chiamato “provocative simplicity che evolve l’identità di Lexus, utilizzando un design raffinato e semplice per creare una presenza di grande impatto.

La prossima generazione di elettriche Lexus sfrutterà una nuova struttura modulare che divide il corpo del veicolo in tre parti: anteriore, centrale e posteriore. Ciò sarà reso possibile utilizzando il gigacasting, un sistema che offre maggiore libertà nella forma del veicolo. Riducendo il numero di parti si ridurrà drasticamente il tempo di produzione e si darà la flessibilità per lo sviluppo rapido di diversi tipi di veicoli. Le sezioni anteriore e posteriore possono essere prodotte ciascuna in meno di due minuti.

La struttura modulare porterà anche i benefici di una maggiore rigidità e riduzione del peso, contribuendo a dinamiche di veicolo lineari e naturali. Si presterà attenzione anche ai costi di riparazione, garantendo che incidenti minori non comportino spese elevate per i clienti. Il processo produttivo sarà trasformato con le auto che si muovono autonomamente attraverso ogni fase di produzione su una linea di assemblaggio a guida autonoma.

Questo ha permesso di ripensare completamente il layout interno, con materiali sostenibili e tanta tecnologia. Tutto, infatti, è rivestito in Bambù, materiale tipico della tradizione giapponese, che combina eleganza con tanta resistenza.

Il cockpit completamente digitale e intelligente offre al conducente un accesso rapido ai comandi in un ambiente coinvolgente. La caratteristica principale è un volante a yoke per operare la tecnologia di sterzata One Motion Grip esclusiva di Lexus, già vista su RZ sul quale tra l’altro arriverà entro la fine del 2024.

Le funzioni sono concentrate su piccoli schermi digitali ai lati del conducente. I comandi operativi, come cambi, sicurezza e sistemi di assistenza alla guida e la selezione della modalità di guida, si trovano sul pad sinistro, mentre le funzioni di convenienza come audio, climatizzazione, telefono e funzioni AI sono raggruppate a destra. I concetti sono anche dotati di specchietti retrovisori digitali e monitor ultra-wide sul lato del passeggero anteriore per accedere a contenuti di intrattenimento e app di mobilità.

Sulla concept car, inoltre, spicca il nuovo OS Arene, che sfrutta l’intelligenza artificiale per un sistema di riconoscimento vocale più naturale, capace di rispondere rapidamente, dare suggerimenti personalizzabili e flessibili, come avere un consigliere, un maggiordomo personale a disposizione. Il sistema sarà in grado di imparare le routine e le app preferite del conducente e attivarle automaticamente, senza dover essere richiesto.

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IL LAVORO SULL’IDROGENO

Non poteva mancare la visione sull’idrogeno su cui, come sappiamo, Toyota è al lavoro da anni con la Miraim, che noi abbiamo provato a Mestre.

Ma gli sforzi si faranno più intensi, non solo per la produzione di nuove vetture con tecnologia Fuel Cell (e quindi elettriche, ma non a batteria), ma anche per l’idrogeno come carburante sintetico da usare sui mezzi pesanti e nel Motorsport, dove Toyota sta ottenendo risultati in diversi settori. Ecco perché, ad esempio, al Kenshiki era in mostra anche un esemplare di Hilux a idrogeno, che il colosso intende portare anche alla Dakar.

Il motore a idrogeno del Toyota Hilux

Del resto, c’è forte sintonia con l’UE in questo: da Bruxelles sono stati investiti 45 miliardi di euro nell’idrogeno, di cui 28 per le infrastrutture. Toyota intende partecipare, quindi, con impianti da fornire a partner terzi per alimentare camion, bus finanche imbarcazioni.

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QUI E ORA: HILUX 48V, LAND CRUISER, LEXUS LBX E I NUOVI LCV

Insieme alla visione nel medio-lungo periodo, al Kenshiki Forum non sono mancati i prodotti già definitivi che abbiamo già conosciuto o che conosceremo prossimamente.

In particolare, Toyota punta anche ad ampliare la sua attività nei veicoli commerciali, con Toyota Professional. La divisione, infatti, ha qui portato una rinnovata gamma di LCV. Su tutti, anche se “una cosa a sé”, un’edizione aggiornata del pick up Toyota Hilux, molto specifico e pensato per alcuni utilizzi, ma comunque molto apprezzato. Arriva infatti con tecnologia 48 Volt, che aumenta l’efficienza del 10% e la capacità offroad grazie a un’altezza fino a 700 mm.

Si rinnovano anche Proace e Proac City. Frutto dell’alleanza con Stellantis, nata nel 2016 e che ha permesso di passare da 46.000 LCV immatricolati in quell’anno ai 119.000 del 2022 e con prospettive di 140.000 nel 2023, i due LCV di rifanno completamente il look esterno, più aggraziato e moderno, vicino a quello delle vetture.

Proace, nella sua versione elettrica, aggiorna la batteria e ora ha autonomia fino a 350 km, con interni rinnovati e digitali, tra cui un nuovo display touch. Più interessante l’aggiornamento del più piccolo Proace City, che si fa più “stiloso” esternamente grazie al design Bold, ma soprattutto internamente, dove spicca il design del volante più ricercato e il grande display da 10,25” con infotainment aggiornato.

Esternamente, invece, nuovi cerchi e cromature, e texture LED ripensata per i gruppi ottici anteriori. L’autonomia della versione elettrica sale a 320 km.

Novità assoluta, invece, il Proace Max, l’anello mancante: cugino del Fiat Ducato, è disponibile diesel o elettrico. Quest’ultimo, ha batteria da 110 kWh con autonomia di 420 km, volume fino a 17 m23 ed è disponibile in diverse lunghezze e altezze, fino a 6,3 metri. Internamente è rifinito e comodo, con infotainment di ultima generazione sempre compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.

Infine, debutta anche la nuova generazione del Toyota Land Cruiser, qui in nero, così come la piccola Lexus LBX, compatta ibrida che conosceremo molto più nel dettaglio prossimamente.

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